DIARIO DI VALERIA
Data: 23 giugno 2019
Giorno di cammino: 3°
Tappa: Prato di Strada – La Verna
Km percorsi oggi: 28.9 Km,
Km in totale 85.3 Km
Sveglia alle 6:30, colazione (rispetto alla cena, un poco misera in verità) e poi in marcia. Al contrario di ieri, quest’oggi ci tiene compagnia fin dall’inizio un bel sole. Bello e dannato, vorrei aggiungere, poiché il caldo non ci dà tregua. Assieme alle frequenti salite, naturalmente, che ho capito essere il vero leit motiv di questo Cammino. Per brevi tratti troviamo un po’ di frescura nei boschi, ma principalmente avanziamo in aperta campagna. Ai lati della strada, campi di spighe di grano particolari: sembrano distese di pelo morbidissimo e mi richiamano alla mente il copriletto di vera pelliccia di lupo che era disteso sul letto dei miei nonni.
Una delle cose più gradevoli che io abbia mai accarezzato. Arriviamo a un microscopico cimitero abbandonato, entriamo e scopriamo lapidi antiche e danneggiate. Le foto sono completamente cancellate, nomi, date, scritte, impossibili da decifrare. Solo una lapide è leggibile e ha conservato intatta la foto del defunto, un tale nato nel 1882 e, a quanto pare, uomo buono e giusto. Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno.

Poppi, sulla tappa Prato di Strada – La Verna
Arriviamo a Poppi, considerato uno dei 50 borghi più belli d’Italia, ma purtroppo non ce la facciamo a visitarlo per mancanza di tempo (dobbiamo raggiungere La Verna, dove abbiamo prenotato cena + letto, non oltre le 18:30). Ci limitiamo a raggiungere un bar all’aperto dove pranziamo velocemente, proprio di fronte al castello dei Conti Guidi dove dimorò Dante per 3 anni durante il suo esilio e dove, si dice, abbia composto il XXXIII canto dell’Inferno (quello dove sono puniti i traditori della patria) . Ieri Ariosto, oggi Dante…Ritornano i miei miti dell’università!

A un certo punto le frecce arancioni che segnano il percorso ci indicano una strada sbarrata da un grande cartello: “Attenzione [scritta gigante in rosso]! Cani da guardia delle greggi, proprietà privata”. E per chi fosse duro di comprendonio, c’è pure la foto di un maremmano candido, tanto bello quanto spietato con gli intrusi. Per un attimo ho avuto un brivido: non sarà mica che Daniele vorrà lo stesso passare per di qua?!? Per fortuna non c’è stato nemmeno da discuterne, abbiamo proseguito sulla strada principale sotto un sole cocente ma mille volte meno feroce dei feroci maremmani.
Cammina cammina, ci attende l’ultima salita fino al monastero, un edificio gigantesco arroccato sopra un monte impervio e sprofondato nel verde dei boschi. Daniele aveva prenotato due posti letto ma la camerata è una stanza con 13 letti tutti appiccicati. Io e Daniele ci scambiamo uno sguardo di intesa e…fantastico! Anche stanotte si dorme nella doppia!

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