I luoghi raccontano, a voce alta, o sottovoce, la loro storia. […] Le loro essenze si respirano appena li attraversiamo, o se vi sostiamo, o se decidiamo di fermarci lì per un po’. […] E’ possibile sentire e percepire l’atmosfera che regna e sovrasta una determinata località. L’anima di un luogo risente della sua stessa storia, degli eventi che l’hanno attraversato. Così ogni locus origina una sua memoria, a volte manifesta in altri casi latente, sopita, letargica. […] Rallentando il cammino è però possibile ascoltarla. Tutti i segni dell’ambiente circostante sono ambasciatori solenni della sua anima. […]
I luoghi che abbiamo attraversato o abitato continueranno loro stessi ad abitarci sin quando saremo in vita. Le loro immagini ci accompagneranno, risvegliando, nei momenti più inattesi, memorie assopite. […] Noi diventiamo, vivendoli, i luoghi della nostra storia. […] (I luoghi raccontano). Se i luoghi raccontano le loro storie, servono ascoltatori attenti, uomini e donne sensibili capaci di mettersi in ascolto. […] Ciò presuppone tutto il silenzio necessario. Per poter cogliere il simbolico che vive intorno a noi, in ogni luogo.
Brano tratto da: “I luoghi raccontano” di Daniele Cellini in “Diventare biografi di comunità”, 2013, Unicopli





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